L’A.NA.VI. si propone principalmente come supporto ai genitori dei piccoli ricoverati presso il reparto sopra citato od un centro omologo, adoperandosi per alleviarne il disagio e permettere loro di affrontare con maggior serenità e fiducia la nascita, il ricovero in ospedale e quindi la crescita dei figli;

E’ importante evidenziare che, oltre agli ovvi problemi clinici, la nascita prematura o patologica comporta necessariamente una conseguenza molto grave: il distaccamento della madre dal neonato per le settimane in cui il proprio figlio rimane ricoverato in reparto.
Questo distaccamento provoca un notevole stato di ansia ed un proporzionale disagio psicologico sia nei genitori sia nei piccoli.
Una delle priorità è quella di fare in modo che il riavvicinamento tra madre (ma anche tra padre) e figlio avvenga il più presto possibile. Ciò può essere ottenuto:
· aumentando il tempo a disposizione della mamma (e del papà) per stare fisicamente vicina al proprio figlio (vedi marsupio-terapia e prolungamento degli orari di visita);
· acquistando apparecchiature che spesso le U.S.S.L. non forniscono, o forniscono in numero inadeguato, che permettono a qualche piccolo di accorciare i tempi del proprio ricovero;
· stimolando ed agevolando un adeguamento culturale volto ad una maggiore “umanizzazione delle cure” che porti al coinvolgimento attivo dei genitori ed una conseguente loro maggior presenza accanto al figlio.

Altre finalità fondamentali dell’Associazione Nascere per Vivere sono:
· diffondere la conoscenza sui problemi dei neonati prematuri, stimolando la sensibilità sociale verso le famiglie che vivono tal esperienza;
· collaborare con i centri di Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, favorendo la ricerca scientifica e, in particolare, le attività di prevenzione;
· indire iniziative e manifestazioni che mirano ad un’attenta opera di sensibilizzazione sociale sul problema, spesso non conosciuto, dei nati pre-termine o con patologie;
· costituire una rete di volontari adeguatamente preparati per fornire il supporto morale e psicologico alle famiglie;
· favorire la formazione e l’aggiornamento del personale medico e paramedico.

 

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